venerdì 26 febbraio 2010

Dave Matthews Band Mi-Pd - Two Step


Beh sarà l'età ma ogni volta che esco da un concerto della band di Charlottesville sono distrutto. Distrutto fisicamente intendo. La mente viaggia a mille e ripensa a tutto quello che ha visto e sentito. La tecnica i brani da pelle d'oca.
Sono concerti oceanici, durate al di sopra delle 2 ore e 20, senza contare i supporter, quest'anno i buoni Alberta Cross.
Questa volta ho fatto la 'follia' di volere fare la doppietta: Milano e Padova.
Mai scelta fu tanto azzeccata. Alla faccia di che diceva 'più di due ore sono già abbastanza è inutile rivederli'.
E' vero il contrario come lo e' stato per Dylan e i Pearl Jam ormai qualche anno fa.
Due concerti differenti per umore , pubblico e soprattutto per LORO.
28 brani in tutto alcuni dei quali perle rare che portero' dentro fino al prossimo appuntamento("next year" ha promesso Dave ad un fan).
Non voglio dilungarmi troppo su scalette e liste. Un mare di sensazioni ogni volta che li vedo mi travolge. A Milano è stata la "presentazione", brani da greatest hits tranne Burning Down The House(chissà quanti dei presenti si sono chiesti se era un nuovo brano), ottimi come sempre, ampio spazio a Boyd al violino, cosa rara sembra...
Un bel 'Grazie di averci fatto tornare'.
A Padova... che dire? E' stato l' "Arrivederci". Sara' che il giorno off li avrà ricaricati, sarà che devono lasciare gli entusiasti del Fan Club italiano(Con-Fusion) non so , ma e' stata una serata veramente energica. Pezzi che poco si sono sentiti nelle ultime date: Seek Up,So Much To Say , una rara Sledgehammer (si' il pezzo di Peter Gabriel) e Two Step!
Compatti e assolutamente una sola cosa la seconda data ha brillato per il suono piu' limpido e gli assoli piu' mirati ad arricchire i brani piuttosto che perdersi in strade a senso unico(o "assurdi onanismi" come ho letto in un forum).

Se si vuole essere pignoli e' mancata #41, ma e' davvero voler troppo.
Highlight dei due concerti e' stata Dancing Nancies.


Funny The Way It Is - Padova 25 FEB 2010:



Questa e' la sista delle songs delle due date:
All Along The Watchtower
Ants Marching
Anyone Seen The Bridge
Baby Blue
Burning Down The House
Crash (Into Me)
Dancing Nancies
Don’t Drink the Water
Everyday
Funny The Way It Is
Jimi Thing
Lying In the Hands of God
One Sweet World
Proudest Monkey
Satellite
Seek Up
Seven
Shake Me Like a Monkey
Sledgehammer
So Damn Lucky
So Much To Say
Spaceman
Squirm
Two Step
When The World Ends
Why I Am
You and Me
You Might Die Trying

mercoledì 24 febbraio 2010

Mark Lanegan in Italia


Mark Lanegan sara' in Italia per 2 date a Maggio. Il 13 ai magazzini Generali(sigh) e il 14 al circolo degli Artisti a Roma.
Saranno dei concerti acustici.
Prevendite dal 26 Febbraio.

Mi ricci!

Il nuovo di Baronciani sarà presentato alla fiera del libro per ragazzi di Bologna:

lunedì 22 febbraio 2010

The Hot Rats


Hot Rats e' il titolo di uno dei piu' importanti dischi del ventesimo secolo.
Frank Zappa lo compose nel 69 insieme ad altri fulminati(ad esempio Captain Beefheart).
Gaz Coombes & Danny Goffey(si' sono voce e chitarra dei Supergrass) ne hanno preso spunto e ci hanno aggiunto l'articolo.
La musica cosa c'entra? Nulla ovvio, sono solo cover.
Iniziarono nel 2009 con Drive my car dei Beatles, ora ne e' uscito il lavoro ad ampio respiro:Turn Ons .
Una serie di brani di altri, i due(qui batteria e chitarra + qualche tastiera) spaziano e rimodellano attraverso vari generi.
"I Can't Stand It" dei Velvet Underground, "The Crystal Ship" dei Doors(credo la prima cover che io mi ricordi) molto intrigante,"(You Gotta) Fight for Your Right (To Party!)" dei Beastie Boys, non cosi' avvolgente come l'originale ma l'hanno scelta come singolo... e la migliore: "Damaged Goods" dei Gang of Four. Poi ci sono Roxy Music , episodi minori di Pink Floyd e David Bowie e una "The Lovecats" dei Cure a 200 all'ora.
Un bel disco , da mettere a tutto volume e godersi come d'altronde lo sono tutti quelli della band 'madre' di Oxford.


The Hot Rats - Damaged Goods

mercoledì 17 febbraio 2010

Iori's Eyes



Gli Iori's Eyes sono un terzetto ,provengono dalla provincia di Milano .
Sono giovanissimi. Di loro e' uscito un EP(And everything fits in the yellow whale ), reperibile solo ai concerti e comunque ascoltabile nel loro MySpace.
Questo e' il primo singolo, the Boat, anche il video e' molto bello e la canzone entra nel cuore...


Iori's Eyes - The Boat



A look ahead

Spin , la rivista musicale americana, mette a disposizione 10 mp3 di gruppi 'nuovi' usciti nel 2010.
Alcune scoperte interessanti(Cold cave) e conferme di 'tanto rumore per nulla'(XX).
Nel mezzo di tutto.
Qui sotto il link per lo scarico.












martedì 16 febbraio 2010

Jonsi in Italia


Jón Thor Birgisson detto Jonsi alias 'voce di cristallo' dei Sigur Ros sara' a Milano(alcatraz) il 9 giugno prossimo.
Qui sotto altra perla(in versione acustica) per il lavoro solista in uscita ad Aprile:

Jónsi - Go Do



lunedì 15 febbraio 2010

mercoledì 10 febbraio 2010

martedì 9 febbraio 2010

Swell Season + Josh Ritter - Conservatorio di Milano


La serata è attesa da molto tempo. Si sa che le attese troppo lunghe spesso deludono, qui no sono stato davanti ad una conferma anzi due.
Inizia presto Josh Ritter, già visto qualche anno fa, sempre da solo. E' sempre sorridente e positivo, 40 minuti di performance, mai una caduta di tono. Si passa dalla eccitata Harrisburg alla eccezionale Girl in a War senza amplificazione alla superba Kathleen. A proposito ad aprile disco nuovo e tour europeo ovvio da non perdere . Ultima nota: ha un sorprendente seguito di ragazze(anche molto giovani).
Dopo un lungo intervallo arrivano gli Swell Season: Glen Hansard e Marketa Irglova accompagnati da un ottimo gruppo basso,chitarra,batteria(ottimo) e violino.
Glen come nel film Once , indossa la giacca a coste con le toppe e ha la chitarra bucata(davvero!) e' carichissimo. Sa come coinvolgere il pubblico improvvisando anche brani di altri nei suoi e le "sue" canzoni sono sempre le piu' coinvolgenti, anche quando si presenta solo o (anche lui) senza amplificazione.
Marketa e' sempre defilata, seduta al piano (di spalle... mah!) , minuta, quasi fosse lì per non disturbare il ciclone del suo 'ex'. Sinceramente lei non mi ha fatto questa grande impressione o meglio non mi ha dato l'impatto emotivo che da' Glen, ma forse e' proprio perche' c'e' lei che lui e' cosi'...
I brani sono presi dai tre lavori del gruppo(due album loro e la colonna sonora di Once) , si passa dalla famosa Falling Slowly alla gridata When Your Mind's Made Up ai brani in solitaria tra cui i Buzzin' Fly di Tim Buckley con appiccicato un pezzo di Grace di Jeff. Magia pura.
Il finale di quelli che si vorrebbe sempre vedere, dopo il ritorno di Josh Ritter che propone la sua bellissima Come and Find Me, Glen coinvolge il pubblico(per l'ennesima volta) ,con un entusiasmo di chi li' sopra al palco ci rimarrebbe per sempre, in una rilettura corale di Devils Town di Daniel Johnston con tanto di schioccare di dita collettivo.
Da ricordare.


Swell Season - "Buzzin fly/Grace"

mercoledì 3 febbraio 2010

John & Lyle e le comiche - Conservatorio di Milano


Uno(Lyle Lovett) e' asciutto , secco direi, come il deserto da cui proviene.
L'altro(John Hiatt) e' più maturo, aperto, ma e' solo apparenza.
Lo smilzo in realtà ci fà, gioca con il pesonaggio dell'ottuso sudista, fa finta di non capire ma alla fine e' lui a condurre le scenette piu' divertenti dello spettacolo.
Si' perche' a parte l'ottima musica i due parlano molto(non sempre chiarissimi a dire il vero ma il mio inglese e' quello che e'...) e alla fine ci mandano a casa con 22/23 brani e piu' di 2 ore e mezza di spettacolo.
Subito si vedono i due mondi , le due vite vissute in modo molto diverso.
Lyle confinato negli USA, dove ha molto seguito , ma sempre di nicchia. Piu' in vista per la relazione con Julia Roberts e l'apparizione in qualche film che per il valore vero delle canzoni, che peraltro conoscevo poco, che mai hanno avuto la visibilita' di quelle di Hiatt , premiate e coverizzate (tra gli altri da Dylan) dagli anno 80 in poi.
Mi aspettavo comunque due cinquantenni al tramonto, soprattuto Lovett, invece ne è uscito un bello spettacolo, con un sorprendete Lyle che alla chitarra ha una grandissima tecnica e una voce cristallina mentre Hiatt arriva con il carisma e la classe dove la sua limitata tecnica chitarristica non riesce a portarlo.
Pochissimi intrecci tra i due, giusto qualche accompagnamento e un paio di controcanti, da questo punto di vista ci si poteva aspettare molto di piu'.
Have a little faith in me con Fiona gli apici della serata.
Beh la speranza e' di rivederli singolarmente e spero succeda presto!


Lyle Lovett & John Hiatt Live

martedì 2 febbraio 2010

Venice?



Expecting Rain, il sito unofficial piu' completo del mondo su Bob Dylan, pubblica una data estiva: 10 Luglio 2010 Venice, Italy - St. Mark's Square (unconfirmed)

;-)

stagione fantastica?

Domenica...

THE RAIN - SWELL SEASON