giovedì 3 febbraio 2011

Bobo Rondelli - Salumeria della musica


Bobo Rondelli . Fin da ottobre scorso chi era stato al concerto che aveva tenuto a Como me ne aveva parlato come di un EVENTO, si' si' proprio in maiuscolo: indimenticabile, emozionante, divertente, struggente dicevano. Sì dicevano, dicevano tutti , persone non facilmente impressionabili dal primo che passa con una chitarra in mano o pivelli di primo pelo (musicale), anzi alcuni di quegli aggettivi arrivati da artisti validissimi a tal punto che le aspettative erano alte , altissime.
Questo di solito mi spaventa perche' alla fine si esce quasi sempre delusi, appunto QUASI.

Ieri sera Bobo ha regalato a me e a tutti i presenti (5/600 persone? mai vista cosi' tanta gente alla Salumeria) una delle serate più belle e appaganti come da diversi mesi non accadeva.

Bella perchè ci ha scaraventato nella mischia dei suoi brani, della sua poesia e della sua ironia.

Bella perchè davanti ad una folla eterogenea facendo parlare il poeta Franco Loi(Bobo ha dichiarato a repubblica:«Mi piacciono i milanesi e la loro accoglienza - spiega - e me ne piace uno in particolare: Franco Loi») che ha letto tre poesie in dialetto milanese, serio e ironico, ci ha fatto capire da dove prende spunto per alcuni brani.

Bello perche' ci ha catturato con il suo magnetismo, la sua teatralità, le imitazioni, con le battute sulla politica, con i ricordi : "tocca le corde dell’anima senza mai essere patetico" ho letto da qualche parte...

In tutto questo c'e' modo anche di emozionarsi. Bobo da' e prende dal pubblico, ci fa partecipi dello spettacolo, più che una esibizione è una "partecipazione", quindi tutti a cantare che dalle case di operai si vedevano le Hawaii (“Hawaii da Shangai”), tutti patire per il più famoso degli orsi ammaestrati (“Gigi Balla”), tutti a sognare l’anima in pena inabissarsi in fondo agli occhi della sirena (“Madame Sitrì”).
Si aggiungano gli scherzi con il gruppo che lo segue senza perdere un colpo anche quando improvvisa Elvis o i Creedence (!!) o quando il tastierista chiede di andare due volte in bagno(!!!), potrebbe andare avanti per sempre e alla fine sono due ore abbondanti di spettacolo dove si esce appagati e sazi(ma appunto non basterebbe mai) di quell'uomo che accomuna il ventenne studentello all'impiegato arrivato trafelato dalla nebbia fitta che ci riabbraccia fuori dalla salumeria.
"Una serata che ti ricorderai per tanto tempo" mi avevano detto e così sarà.


Bobo Rondelli - Gimme Money

1 commento:

Maurizio Pratelli ha detto...

l'immenso bobone!