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martedì 29 luglio 2008

Bjork - Arena di Verona - 2008



Björk Guðmundsdóttir ha trasformato per la seconda volta l'arena in una discoteca a cielo aperto per l'ultimo spezzone del Volta Tour che si concludera' in Spagna a meta' Agosto. Un anno fa suono' ad Udine(o giu' di li') per una delle prime date europee ma non c'ero... Ora e' tornata nel nordest con stessa formazione : tastiere e diavolerie varie, batteria ed altri macchinari per produrre quel suono e quei rumori che inondano tutta la sua produzione. In aggiunta c'e' una banda di 10 ottoni islandesi(tutte donne), bardatissime:le wonderful wonderbrass(mah che nome!).
L'altra sera a Roma pare abbia inneggiato il pubblico ad alzarsi(you are too polite) e ballare... ieri sera c'erano i tizi del servizio d'ordine che per tre quarti dello spettacolo sono riusciti a contenere l'ondata di suoni e voglia di muoversi del pubblico.
Inizio svizzero alle 21 precise con l'overture delle suddette ragazze e l'ingresso della folletta d'argento e oro vestita che attacca subito Earth Intruders. La voce e' limpida e cristallina , la precisione dei suoni e la fantastica acustica dell'arena ci fanno sentire ogni respiro. Seguono Pagan Poetry , Desired Constellation e All is full of love senza sosta poi l'apice della performance arriva con Jogà in cui l'arena esplode di suoni e colori.
I vocalizzi della piccola(non di eta' che se non erro ormai son 44...) islandese colpiscono sempre nel segno anche aizzando il pubblico ad alzarsi e ballare nonostante i burberi suddetti figuri .
I nuovi e vecchi brani si miscelano fino alle potenti Hyperballad e Pluto che chiudono il set. Dopo pochi minuti il ritorno sullo stage ci propone Anchor Song che sfocia in una martellatissima Declare independence con tanto di fuochi e giochi di luci laser che ci manda a casa sempre felici di aver assistito al concerto piu' colorato dell'anno.
Il rammarico e' sempre la durata : Bjork non suona mai piu' di 80 minuti... basterebbero quei due o tre brani in piu'...
Ora l'appuntamento e' a fine settembre 'il ritorno dei REM'.

lunedì 28 luglio 2008

Rem Milano - Arena Civica 26/7/2008



E' la quarta volta.
La prima in un lontano 95 ad Assago con una attesa fredda e lunga al di fuori del Forum. Era il tour del controverso Monster , elettrico, sporco e sofferto.
Di quell'album mi piacque Let me in dedicata a Kurt Cobain.Di quella sera ricordo soprattutto chi era con me e chi li precedette: i grant lee Buffalo.Della performance dei REM non tantissimo, tanta distorsione e sudore. Poi il 1999 a Bologna, dalle tribune dello stadio, lontani e senza aiuti multimediali per seguire meglio la performance, supporter Afterhours e Wilco(che litigarono con il pubblico tra l'altro), discreto il concerto.
Poi fu il 2005, il tour di around the sun, Joseph Arthur aprì. Il concerto fu il migliore dei tre, peccato che il disco non fosse poi cosi'eccezionale.
Infine quest'anno, location orrenda, l'arena di Milano, pessima e dispersiva, pero' ci sono i megaschermi che permetteranno una visione 'diversa' rispetto a quello che si vede da sotto, spettacolo nello spettacolo.
Quest'anno e' la terza volta che la 'vivo'. La prima con i Radiohead dal campo, la seconda con i Sigur Ros da seduto sempre "in campo", questa terza per una serie di malintesi l'ho vissuta dagli spalti.
Per fortuna non da 1000 metri dal palco ma da una posizione laterale guadagnata con un filo di stronzaggine ma lasciamo perdere.
Apre alle 19.30 L'aura , osannata dagli italioti scribacchini a me e' sembrata poca cosa, voce inutile , presenza pessima e zero carisma. Che resti nel giro sanremese!
Seguono uno dei miei gruppi favoriti degli ultimi anni, di cui ho gia' cantato le lodi ma come si dice 'parlo al vento': gli Editors.
Sorprendono il pubblico dozzinale che ho intorno che presta un'attenzione che ai supporter solitamente non si tiene.Il loro sound , come qualcuno lo ha definito, "primi U2", la voce potente di Tom Smith e il suo carisma non deludono. Il quartetto di Birmingham sofglia i due album finora usciti e tira fuori i pezzi migliori del repertorio.
Ok ok non ho ancora parlato dei REM.
Inizio ore 21.15, la solita o quasi "I took your name" apre i nostri cuori.Poi in ordine sparso Leaving New York, I've Been High, Driver 8 (bellissima), Fall on me(!!!!!!!!) e una Coutry feedback grandiosa , da lacrime...
Set acustico appena accennato inserendo una Let me in che difficilmente dimentichero'. Un tuffo al passato, senza retorica...
Michael in formissima, corre salta va ad abbracciare i fan che ringrazia e a cui dedica un brano dall'ultimo ottimo "Accelarate".
Alternando un brano vecchio (o antico) ad uno nuovo senza sbavature il concerto ha mostrato un gruppo che sembra aver trovato la miglior forma da anni e nell'essenzialita' del suono quello che ci voleva per rendere al massimo i brani. Una nota di merito agli impasti vocali di Mills e Stipe che sono veramente lo strumento in piu' dei tre di Athens(che cazzo di cosa ho scritto?).
Le solite The one I Love e Losing my religion ci ricordano ere passate e Hollow man ci riporta al presente con un notevole numero del 'pit' che a comando alza l'omino che verra' usato per il video.

Chiude una solita bellissima Man on the Moon.
Il 27 settembre saranno a Torino... iscrizioni aperte!

martedì 24 giugno 2008

Neil Young Verona 2008



Non delude, non riesce a deludere mai quest'uomo.
Ti manda a casa ma ne vorresti di piu'.
Questo tour estivo per arene e' ben diverso da quello proposto nei teatri, quindi niente 2 atti ma un grande e possente atto unico. Il nostro uomo si presenta in bianco/kaki alle 22.00(!!!) con i crazy horse, dopo un inascoltato (dai piu')breve set dei Verdena(ma chi li decide i gruppi spalla?cosa c'entra il terzetto bergamasco con il canadese?) e LUI ci fulmina subito con una love and oly love da 20 minuti e potrebbe finire li' , cosa meglio potrebbe fare? eh che domande... dopo una spirit road li' quasi per caso ci rifila una Hey Hey My My che difficilmente si dimentichera'. Poi la parte acustica: l'eterna The Needle And The Damage Done, Old man e Lonesome Me struggente nonostante il pubblico non sia educatissimo...
Winterlong ,Everybody Knows... e poi una Hidden place di 30 minuti che lo vede un po' troppo affannato alla fine dell'interminabile(ma mai noioso) pezzo.
2 minuti di pausa e poi una decina di minuti di All along the watchtower che ci regala un Neil che rotola per terra mentre suona come un osssesso.
Alla fine saranno 1h e 50 ma ogni minuto e' stato ben speso.
Per ora il miglior concerto 2008 con i Radiohead domani il Boss...