lunedì 23 maggio 2011

Vinicio Capossela... nel ventre della balena VIVA!


Vedere un concerto nel ventre di una balena non mi era mai successo. Solo un folle come Vinicio Capossela poteva far vivere questa emozione.
Ieri sera agli Arcimboldi le costole del grande mammifero hanno avvolto il capitano (Achab?) e i suoi marinai reietti durante le 2 ore e mezza di immagini, musiche, parole , suoni e deliri .Il viaggio dove ci hanno condotto e' stato in un mare di figure mitiche, battaglie già perse contro la natura e il mondo. Accompagnati dal coraggio ,dalle vacue promesse di dobloni e dal Rhum, i misuci-pirati non hanno avuto il minimo ripensamento...
Eh si' il tour di "Marinai, Profeti e Balene" si presenta cosi', un'ora e quaranta di poesia e tormento. Tutto e' calibrato, nulla e' messo a caso, sembra proprio di aver davanti una vera opera. I 12 sul palco hanno il loro ruolo : dal mozzo al comandante, dal prigioniero alla sirena.
I brani che su cd non sembrano cosi' potenti e son difficili da comprendere acquistano un corpo e un senso. Tra i brani spiccano le sorelle Marinetti in "Pryntyl" che impreziosiscono ancora questo acquarello vintage, il "Polpo d'amor" che arriva dalla collaborazione con i Calexico, ha una nuova vita molto meno tex, mentre Billy Bud ha il sapore dell'amaro dell'ingiustizia: diventerà un classico.
Tutto perfetto? Si' finchè si tratta del nuovo lavoro. Una volta 'spiaggiati' e ci si inoltra nell'old time material(ultimi 45/50 minuti) qualcosa si inceppa. A parte "Scivola vai via" e la cover di "The ship comes in" di Dylan , i vecchi brani zoppicano. Ma sara' anche l'abitudine di ascoltarli con arrangiamenti piu' chiassosi o sferraglianti , ma "Il Ballo di San Vito" e "L'uomo vivo" soffrono e naufragano malamente.
Ma niente male , tutto e' molto diverso dallo scanzonato carrozzone a cui solitamente si assiste, probabilmente nei prossimi appuntamenti affineranno il meccanismo. Comunque alla fine saranno quasi 3 ore , Vinicio al solito sbevazza sul lavoro nella seconda parte e non se ne vuole più andare, conclude con "La Bianchezza della Balena", in solitaria o quasi come su una zattera nell'oceano.

7 commenti:

SigurRos82 ha detto...

Fantastico. Che invidia.

Maurizio Pratelli ha detto...

sempre un gran capitano

Il Bramba ha detto...

Io sarò controcorrente ma il concerto di sabato sera, seppur bello per l'amor del cielo, mi è sembrato un po' troppo pretenzioso e soprattutto ho avuto l'impressione che questa opera gigantesca sia stata più un suo cruccio che un regalo a noi spettatori.
Senza nulla togliere al genio, alla poesia e alla meraviglia che Capossela comunque mi trasmette ad ogni concerto.

laura ha detto...

rispondo con quanto ho scritto io...impressioni diverse e simili. grazie

http://scuolapasta.blogspot.com/2011/05/mnemosine.html

laura ha detto...

(ma conclude con 'le sirene'. ed è il momento migliore)

ciocco72 ha detto...

@bramba: non sei controcorrente c'e' molto di vero in quello che dici
@laura: bella recensione... vinicio ne sarebbe fiero!

laura ha detto...

grazie...chissà che prima o poi non la legga...prima degli anni del pannolone!
(nice to meet you yesterday under a hard rain...)